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La storia della pizza
Non credereste mai che la pizza, questo gustosissimo e modernissimo alimento, ha più di 400 anni.
Nasce infatti, intorno al 1600, dall'innegabile ingegno culinario meridionale, bisognoso di rendere più appetibile e saporita la tradizionale schiacciata di pane.
Siamo solo agli inizi, si trattava di pasta per pane cotta in forni a legna, condita con aglio, strutto e sale grosso, oppure, nella versione più "ricca", con caciocavallo e basilico.
Anche se ben presto l'olio si sostituì allo strutto, l'avvento della pizza moderna, avviene con la scoperta del pomodoro.
Importato dal Perù in Europa grazie ai colonizzatori Spagnoli dopo che venne scoperta l'America, il pomodoro fu dapprima usato in cucina come salsa cotta con un po' di sale e basilico e solo più tardi, a qualcuno venne l'idea di utilizzarlo, inventando, così senza volerlo, la pizza.
Dovremmo aspettare così fino a oltre la metà del 1800 per trovare la prima pizza "pomodoro e mozzarella"
Incomincia cosi l'era della pizza moderna: a Napoli e anche in America. Infatti proprio verso la fine dell'ottocento la pizza col pomodoro e mozzarella arriva fino in America grazie agli Italiani che emigrano a New York .
Dopo che, i pizzaioli napoletani avevano diffuso svariate qualità di pizza tra la popolazione, si ha la sua approvazione ufficiale nel 1889, in occasione della visita a Napoli degli allora sovrani d'Italia Re Umberto I e la Regina Margherita.
La storia ci racconta che Raffaele Esposito, il miglior pizzaiolo di quell'epoca, realizzò per loro tre pizze classiche: la pizza alla Mastunicola (strutto, formaggio, basilico), la pizza alla Marinara (pomodoro, aglio, olio, origano) e la pizza pomodoro e mozzarella (pomodoro, olio, mozzarella, origano), realizzata in onore della Regina ed i cui colori richiamavano intenzionalmente il tricolore italiano.
La sovrana apprezzò così tanto quest'ultima da volerne ringraziare ed elogiare l'artefice per iscritto, l'unico modo per contraccambiare questo gesto da parte del pizzaiolo, fu quello di dare il nome della Regina alla sua creazione culinaria, che da allora per tutti si chiama così: "Pizza Margherita".
La seconda espansione invece, avviene dopo la seconda guerra mondiale.
In questo periodo la pizza esce dai confini del meridione d'Italia per sbarcare al nord.
Infatti con il boom industriale nel triangolo Milano, Torino, Genova, migliaia di emigranti si spostano con le loro famiglie con i modi, gli usi e costumi a loro pertinenti.
Incominciano pian piano a fare le prime pizze per i compaesani e via via con il successo ottenuto anche per la gente del posto.
In questo periodo che va dagli anni 60 in poi è tutto un proliferare di pizzerie che hanno invaso tutto il nord, fino all'alto Trentino, il Veneto, la Toscana, l'Emilia Romagna e l'Umbria.
Con il passare del tempo si è capovolta la densità, tanto che oggi sono più numerose le pizzerie nel Nord che in meridione d'Italia.

Oggi, dal 1989, con la caduta del muro di Berlino, si assiste ad una nuova migrazione verso l'Europa dell'Est (Russia, Polonia, Ungheria ecc.), Medio Oriente, Giappone e persino in Cina. Quindi da Napoli ne ha fatta di strada la nostra cara amica "PIZZA".